Non solo peer educator: un'esperienza di squadra, fiducia e crescita

Gli studenti del Maironi al Campo Alpini di Almenno S.B.

Descrizione notizia

Il racconto degli studenti coinvolti:

Abbiamo trascorso due giorni al Campo Alpini di Almenno San Bartolomeo, affrontando questa esperienza proprio in qualità di peer educator. Il nostro ruolo, infatti, non si limita alla semplice sensibilizzazione in materia di bullismo e cyberbullismo, ma richiede di instaurare rapporti diretti con gli studenti e di rappresentare un punto di riferimento sicuro a cui potersi rivolgere, facendo anche da tramite con i docenti responsabili.
La prima giornata è iniziata con l’alzabandiera, un momento solenne e importante poiché cantare l’inno davanti al tricolore è simbolo di appartenenza a una comunità e di fratellanza.
Per permetterci di vivere pienamente questa esperienza, i professori hanno deciso di ritirarci i cellulari, con l’obiettivo di favorire la conoscenza reciproca e migliorare il nostro modo di relazionarci, senza distrazioni: all’inizio eravamo riluttanti all’idea di passare due giorni senza i telefoni ma alla fine non ne abbiamo sentito la mancanza.
In seguito ci hanno schierati e ci hanno spiegato i comandi per marciare; questo ci è servito per comprendere l'importanza di ascoltare ed eseguire con precisione le indicazioni impartite dall’alpino Leonardo. Nella seconda parte della mattinata ci hanno condotti nel bosco per metterci alla prova: avendo a disposizione soltanto alcuni oggetti, dovevamo costruire una barella d'emergenza per portare in salvo un ferito. Nel corso della prova ci sono stati presentati degli imprevisti per testare la nostra capacità di reazione di fronte a un cambio di programma. Questa esperienza è stata fondamentale per farci conoscere meglio, spingendoci ad ascoltare idee diverse e a trovare un punto d'incontro in caso di contrasti, aiutandoci così a collaborare e a dividerci i compiti in maniera adeguata.
Abbiamo poi pranzato tutti insieme, dividendoci la gestione dei turni tra chi doveva servire il cibo e chi si occupava di sparecchiare e pulire i tavoli.
Nel pomeriggio abbiamo svolto un'attività in collaborazione con la psicologa della scuola. Divisi in gruppi da tre,abbiamo inscenato diverse situazioni problematiche per simulare come ciascun peer avrebbe reagito e quali strategie avrebbe adottato per aiutare un compagno in difficoltà. Nella seconda parte del pomeriggio abbiamo svolto un'attività simile a quella precedente e letto un libro illustrato; infine, ci siamo aperti in un confronto di gruppo, condividendo quelli che riteniamo essere i nostri punti di forza nel ruolo di peer educator. La prima giornata si è conclusa con l'ammaina bandiera.
Il secondo giorno si è aperto nuovamente con l’alzabandiera. Successivamente, noi peer siamo stati divisi in gruppi e ci è stato spiegato come utilizzare una cartina geografica, una radio, una bussola e un coordinatometro (lo strumento impiegato per misurare le coordinate su una carta topografica). In questa attività abbiamo dovuto ripartire i compiti in base alle inclinazioni di ciascuno: c'era chi era più portato per il calcolo delle coordinate, chi per l'uso della radio e chi per l'orientamento. Questo esercizio ci è servito molto per affinare la collaborazione e per riconoscere i punti di forza di ognuno di noi; inoltre, sono state fondamentali la pazienza e la concentrazione per utilizzare la radio e recepire correttamente le informazioni e i comandi da rispettare.
Dopo pranzo abbiamo incontrato le unità cinofile. Attraverso una presentazione teorica iniziale e la visione di alcuni filmati, ci hanno spiegato come avviene l'addestramento dei cani e come questi operano nei diversi contesti di soccorso. In seguito abbiamo assistito a dimostrazioni pratiche di ricerca: alcuni di noi si sono nascosti nel territorio e i cani, guidati dai loro conduttori, sono riusciti a individuare. Ciò che ci ha colpiti particolarmente è stato il profondo rapporto di fiducia che si instaura tra il cane e il suo conduttore.
Come peer educator, abbiamo trovato particolarmente utile esercitarsi nell'ascolto, nella collaborazione e nell’aiuto reciproco. Abbiamo capito che ognuno può dare il proprio contributo e che, per raggiungere un obiettivo comune, è importante rispettare e ascoltare anche le idee degli altri.
Sono state due giornate intense e coinvolgenti, che ricorderemo sia per ciò che abbiamo imparato sia per i bei momenti trascorsi insieme.

Gli studenti e le studentesse: Orlandi Irene, Rotasperti Stefano, Vappiani Carlo Maria, Casari Hellis, Rottoli Cristian, Ravasio Andrea, Castelli Mattia, Cairoli Asia, Scarpellini Sara, Canobbio Simone, Loprieno Alberto, Galbusera Marco, Lyoubi Ziad. 

Galleria

CampoAlpini2
CampoAlpini1
CampoAlpini3MOD

Pubblicato: 07 Novembre 2026 - Revisione: 07 Novembre 2026